mal comune, mezza birra

in questa mite serata estiva, derivante da una giornata climaticamente confusa a livello tipo dell’ultimo album dei muse o di tutta la carriera di vasco rossi, penso che vorrei scrivere di più per deprimervi di più…

ma sapete bene quanto i giovani di oggi sono impegnati a lavorare 23 ore giornaliere/5minuti per pipì per la guadagnare stipendi da hollywood. lo spazzino di hollywood.

come avete passato questo ponte del 2 giugno? io il lunedì stavo fuori al balcone a prendere il sole, poiché al mare che c’è dove abito io ci sta una bandiera blu grande quanto una mano di gianni morandi, che però tiene il famoso rovescio della bandiera di un bel colore che si è sempre portato tra i dark: petrolio.

e nel mio voler inserirmi nella contemporaneità, mi volevo giustamente sparare un selfie per far vedere come stavo bella fuori al balcone, tutta sudata, con la pressione che vertiginosamente scendeva al piano di sotto.
ma ahimè! è palese ormai che la sottoscritta, che ha sempre vantato di essere una persona intelligente, che abusa dei che, risulta essere sprovvista del pollice opponibile da selfie.

come me ne sono accorta? ero distesa sull’asciugamano e all’atto del selfie mi sono chiavata il telefono in faccia.
tutta colpa dell’evoluzione.

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pre-spring

avete ragione, scrivo un post al mese ormai, sono tipo la vostra mestruazione.

come ogni anno, purtroppo, la primavera è alle porte, ai portoni, alle finestre, sui tetti.
io la primavera la tengo sotto al letto, tipo babau, poiché tutti ormai sanno che la schifo a peste questa stagione del polline, dell’ansia, degli uccellini versione hitchcock, della solarità senza motivo.

ciau, sono la primavera. tengo le sembianze di una tizia che posta frasi d’amore e di Parigi su fb, con la french manicure, e che tiene il tic al pollice in modalità un ‘selfie ogni millisecondo’ (che non so manco se esiste il millisecondo).”

e voi capirete che a una di questa manco gli avvoltoi se la mangiano, per non affogarsi con la ricostruzione delle unghie.

quindi, se non erro ora le cose andranno più o meno così:

step 1. depressione, decadimento psico-fisico e abbrutimento per il mese di marzo; i mesi mediani sono sempre i peggiori. il punto massimo di entertainment in questo periodo prevede una sedia a dondolo e un muro.

step 2. perdita di sonno, di fame e di vita; acquisizione del dolore cervicale.

step 3. risveglio innaturale verso aprile/maggio. scariche di adrenalina a random, uscite nel cuore della notte, pazzia che si concretizza in attività manuali come lavare a terra alle 4 la mattina.

step 4. desiderio di strappare via tutte le ghiandole sudoripare in mio possesso, amore smisurato verso il pavimento, irrequietezza.

step 5. guardare video su youtube della groenlandia, cercare ventilatori a uso cane da tartufo.

buona primavera a tutti, per la questione solarità vi ricordo questa cosa.

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chi l’ha visto?

chi l’ha visto? è la nuova rubrica, che come le altre inizia e termina con questo post, e che smaschera gli impostori.

chi l’ha vista l’alfabetizzazione?
no perché ci sta gente che dice di scrivere per mestiere, e poi riesce a mettere 15 refusi in una frase di quattro parole (la rossa quot). che comunque, devo dire, pure ci vuole una certa abilità… cioè, io manco da ubriaca.

chi l’ha vista la dignità?
no perché ci stanno quelle che mettono 7 chili di zizze da fuori nella pic-profile, e poi vanno trovando una persona seria e distinta come compagno di vita. io, la verità, vicino a queste ci vedo più uno con la mutanda tigrata, che un principe del galles.

chi l’ha vista la competenza?
no perché ci stanno quelli che:
– what’s your name?
– oh yes, the pen is on the table
che si buttano a fare i traduttori freelance dall’armeno al polacco, dall’inglese al finlandese, e poi “la città è suggestiva e innevata” viene tradotto come “le arance sono buone, però statevi accorti alla stipsi”.

chi l’ha vista la modestia?
no perché ci sta gente che spacca e mette il sole, e poi effettivamente li devi solo portare a sperdere in transilvania.

e gli devi far mangiare le palle dai licantropi.

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la nobile arte della seduzione

buonasera, e benvenuti alla prima e ultima puntata della rubrica “cose da fare per intraprendere la strada della seduzione, e fallire miseramente subito dopo”.

usate la piastra per rendere il vostro capello splendente e lucido, così potete fare la scrollata alla pantene pro-v in faccia al vostro lui, affogandolo. non come a certa gente, tipo zia sam, che usa la piastra per scaldare i panini, e poi tiene i capelli come a rizzo di grease.

quanto fanno bene gli oli essenziali? quanto? ah?! una bella spalmatina per rendere la vostra pelle morbida e profumata! mica come a zia sam, che l’olio l’ha messo dalla caviglia alla maglietta. alone forever.

usate le vostre unghie per fargli il grattino tattico, evitando, cortesemente, di sbagliare traiettoria mettendogli le unghie negli occhi a tipo tigre del bengala.

create un’atmosfera calorosa e avvolgente a tipo geisha. non è che per dargli un bacino, gli chiavate ‘na capata in bocca, e poi dovete correre all’ospedale a mettere i punti. ci vuole grazia, ragazze… prendete esempio da me, che SICURAMENTE, in un’altra vita ero una delicata ballerinaAHAHAHHAAHAHAHAH.

no, vi scherzo. in un’altra vita ero una ferocissima tigre dai denti a sciabola a cui avevano impiantato il gene di un segugio infernale, però col fiocco sulla coda.

ultimo consiglio: quando vi mettete le calze, controllate se sono sfilate. non vorremmo mai camminare con la presa d’aria, che fa anche molto battona della banlieue parigina.

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sad new year forever

non lascerò che il nuovo anno cominci senza uallerite®, non potrei mai perdonarmelo.

“Dal primo gennaio aumentata l’accisa sulla birra”, vi basta? no perché a me già questa cosa basta abbondantemente per farmi scendere le palle a terra.

che altro di gioioso? ah sì. le persone che si dividono il conto a tavola con la trasformata di fourier ancora devono estinguersi, così come anche gli hipster e quelli che dicono “ciao caro/a”.

per non parlare di uno dei nuovi trend femminili, che sarebbe farsi crescere i peli delle ascelle per poi colorarli di verde o blu, o qualche altro colore a schiovere della scala cromatica.
cioè ragazze, capisco il bisogno di un ritorno alle origini, ma qua stiamo a livello di ritorno alla clava, e alla foglia come mutanda. dài! poi zeus si piglia collera, e vi scarica una folgore in mezzo agli occhi.

un’altra bella cosa è windows 10, un sistema operativo con lo stesso fascino e carisma di giancarlo magalli.

andando sul personale, il primo bel pensiero che hanno avuto di me nel 2015 è stato: “cazzo, scrive su mille blog… poi se scrive pure su un blog di libri sarà una bacchettona, ora mi scaga e non mi parla più!”. insomma, riesco a dare sempre una buona impressione. #sadness
(meno male che ci sono voluti 3 secondi netti per ritirare almeno il “bacchettona”.)

come potete notare, care persone, anche quest’anno, una gioia l’anno prossimo.

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gli spiriti del natale

premessa: se non conoscete il canto di natale di dickens vi dovete solo uccidere, poiché lo sanno pure gli hipster che è, e lo sanno tutti che stare dopo gli hipster vuol dire essere il vuoto cosmico.

lo spirito dei natali passati.
ciao! sono lo spirito di tutti i natali che furono. sono un minifolletto con la faccia di alien e il corpo di lars ulrich, e sono qui per ricordarti della prima volta che hai visto babbo natale. lo guardasti, e dicesti: ma lui tiene le rughe.. non è quello vero! e da allora, tutti capirono che eri una bambina disturbata. poi, ricevesti in dono mamma tartaruga e le sue tartarughine, e ti calmasti.

lo spirito del natale presente.
heilà! sono lo spirito di questo natale, spirito proprio nel senso di alcol. infatti sono un omino a forma di bottiglia di nastro azzurro, però spaccata… quindi, mi puoi dare in faccia alla gente che non ti firi di vedere (sarebbe il metodo di attacco dei zincari). quest’anno avevi chiesto i soldi in regalo, ma dato che tieni un babbo natale di merda (quot. la rossa) non te li ha portati. però ti ha regalato il ciclo.

lo spirito dei natali futuri.
hi! sono lo spirito dei natali che verranno, sono un piccolo cavallino a dondolo, uno di quelli inquietanti che non smettono mai di fare avanti e indietro. e niente.. ti volevo dire.. per i prossimi natali leva mano! fatti dare una botta in testa con una romantica spranga di ferro, così svieni la vigilia e ti svegli a santo stefano.

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tante medie cose

oggi, prima di scendere in centro per l’aperitivo(i) della vigilia di natale, mi sono fermata a prelevare 50 euro, e ho scoperto che la vita è quella che scorre mentre aspetti i vecchi che prendono i soldi allo sportello del bancomat.

ma non divaghiamo! in pratica, a fine giornata mi sono accorta che quella 50 euro non l’avevo proprio toccata. tutte le cose da bere mi sono state offerte da gente che mo’ non mi ricordo bene in faccia (ma tengo le foto), che hanno alluccato “uhhhh, l’aperitivo con zia sam! io mi leggo il tuo blog!“… quindi, grazie mio blog che mi fai campare a scrocco. ma grazie anche a quella gente con la faccia annebbiata, ma che poi mi ricorderò.

grazie alla frittura che è fritta, che è una cosa pesante, che è consolatoria, che ti viene lo sbavino quando te la mangi, che poi devi ardere viva a tipo strega per toglierti la puzza dai capelli, che dici proprio #afammocc.

grazie al fato che, anche questa vigilia, ha deciso di non farmi incontrare dexter. ma nel caso, ero preparata… so delle mosse di taekwondo. le ho viste su una specie di corso online, del quale mi sono rotta le palle dopo tre secondi netti.

grazie anche a chi non sa campare, poiché grazie a loro capisci quanto sei una persona migliore tu.

grazie pure ai miei stalker, che mi fanno sentire amata e stimata.

vi direi buon natale, ma non è nel mio stile.
mia nonna vi direbbe tante belle cose, ma sarebbe furto di proprietà intellettuale.

quindi, vi auguro tante medie cose. che, comunque, già è qualcosa.

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29+1=3

vi scrivo il mio ultimo post da ventinovenne, poiché dopodomani potrebbe essere troppo tardi. potrebbe venirmi l’osteoporosi, l’alzheimer, e qualche altra malattia a random dei giorni dispari. tipo, potrebbe venirmi la gioia di vivere.
cioè, lo sappiamo tutti che quando si entra nei 30 si abbassano le difese immunitarie e la uallera.

l’altro giorno ho visto il film su nick cave, e quando gli è stato chiesto di cosa avesse paura, lui ha risposto: “di dimenticare”.
forse pure io tengo paura che mi avvio a scordare le cose.
tipo, metti che mi scordo che schifo a uno, poi lo incontro e lo saluto con un sorriso grandissimo.. ma non esiste proprio! io ci tengo che quando schifo a un cristiano, questi lo deve sapere. ma non scherziamo!

poi, chi è che disse quella cosa: ci ho messo una vita a farmi uscire le rughe, sono fiera di loro… ‘na cos’ e chest’. beh. è una cacata.
io la sera.. vabbè, una sera sì e altre diecimila mi dimentico, sto cominciando a mettere la crema. essa è oleosa, e fa schifo al cazzo.
ma mo’ che entro nei 30, considerando la mia propensione all’ira e quindi all’espressione a tipo mike tyson, mi escono. sono tipo megasicura, dato che la mia cara genitrice mi ha trasmesso la sua LISCITÀ facciale solo per cuollo, ossia dove non serve.

un’altra cosa. devo cercare veramente di cambiare qualcosa, dato che mi sono state rivolte varie offese mortali.

il direttore artistico dei pancake, che zeus lo fulmini (poco), mi ha detto che sembro una erasmus SPAGNOLA e, da quando sono uscite in mezzo le espadrillas, è tipo un’offesa level fatality mortal kombat. praticamente, è come dire: non ti lavi, la dai a qualsiasi cosa/persona, campi a botellon e ti vesti come una zingara.

poi, mi hanno detto che tengo il sangue vichingo. ora, io lo prenderei pure come un complimento, se non sapessi che erano dediti al saccheggio, e che le femmine vichinghe tenevano la barba.

quindi, come potete notare, i miei ultimi giorni da ventinovenne, sempre mai una gioia nel mondo e nell’universo. l’unica cosa buona è che più invecchi, meno stai a rischio stupro.
ma comunque, sono 5 anni che ne ho 25.

a proposito, quanti anni mi date fino a 26?

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72h

ciao persone, sono 72 ore che il mio pc del cuore sta in assistenza. ciò vuol dire che sono 72 ore che non scarico  acquisto niente online, e mi sta avviando a venire il mal de vivre.

cioè, vi sto scrivendo da un windows. la mia vita è finita nettamente. sono 3 giorni che cerco di capire che cazzo sta aggiornando. -.-
secondo voi una può fare la ghostwriter, CEO copywriter, web writer, editor, e tutte queste cacate english, con un windows? cioè, ti si abbassa immediatamente la credibilità, che già non tieni.

il mio pc è tipo il mio fidanzato, però è meglio di un fidanzato!

quando sono megatriste mi distrae con i film in streaming, o con un disco nuovo di mister torrent, o con un viaggio su google maps. insieme siamo stati a parigi in francia, ad amsterdam nei paesi bassi, a berlino in germania.. passeggiate mano nel mouse in street view! un fatto troppo romantico. ho fatto pure uno screenshot.

poi, è meglio di un fidanzato perché non devo farmi pippe mentali: so sempre ciò che pensa. anche perché l’ho assemblato io l’OS.

mi manca quando ci guardiamo romanticamente occhi nell’occhio della webcam.

volevo dire al tecnico che lo tiene in ostaggio: tieni altre 24 ore, dopodiché ti metto un ginocchio dietro la schiena e ti spezzo come un fuscello.

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web marchetting

per lavorare nel web ci vuole creativitAHAHHAHAHHHAHHAAH. no. per lavorare nel web ci vuole sveltezza cerebrale nel fare le cosiddette “marchette”. virtuali ovviamente, fisiche non ce lo possiamo permettere, così come non ci possiamo permettere di essere vere alcolizzate poiché non ce ne sta manco uno.

la mattina le persone normali si danno il buongiorno, noi… invece…

– vedi un poco chi è muort’ oggi, facciamo un grande post. piglia ‘na foto e miett’c ‘na frase ‘ngopp’.
– mi raccomando metti il tag.
– ma è muort’.
– sì, ma la pagina ci sta. tagga. 

insomma, un lavoro da morte dentro. un lavoro per il quale vedi le persone a forma di like (e di euri).

e bisogna spendere due parole sul contenuto da scrivere in rete.
poniamo il caso che si debba scrivere un articolo su una città, tipo qualche capitale europea. la bellezza, la civiltà, i paesaggi, i monumenti, i musei. niente di tutto ciò.

– allo’ per farlo arrivare da qua a là, facciamo fare al turista il giro a luong’. perché dobbiamo mettere sette/otto link e nu par’ ‘e banner.
– ma da qua a là sono solo 100 metri..
– e vabbè, mica se ne accorge. apri un poco google maps, facciamo una cosa alla “sei e tre nove e uno dieci”. 

ovviamente, la regola basilare del web marchetting è lo scambio.

– miett’ nu par’ i like a schiovere, per confoderli. poi ricambiano. 

volevo dire una cosa a coloro i quali si fanno pagare con i “grazie”, “sei gentilissimo”, “ti devo un piacere”: fatevi piacere i soldi, poiché per colpa di quelli che fanno le cose gratis la gente pensa di poter pagare ringraziando.

noi siamo persone romantiche e all’antica. a noi ci piacciono indice e pollice che si sfregano, perché è lavoro. pare finto, ma è lavoro vero.

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